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Compila il modello F24 Accise
Chi versa
I dati di chi effettua il pagamento. Il codice fiscale è l'unico dato davvero indispensabile: è quello che collega il versamento alla tua posizione.
Codice fiscale *
I 16 caratteri del codice fiscale, oppure le 11 cifre della partita IVA per società ed enti. Da questo dato dipende l'attribuzione del versamento: un errore qui significa un pagamento che non risulta sulla tua posizione.
Barra solo se il tuo periodo d'imposta non va dal 1° gennaio al 31 dicembre, caso tipico di alcune società.
Cognome, denominazione o ragione sociale
Nome
Solo per le persone fisiche.
Data di nascita · giorno
Mese
Anno
Sesso
Comune (o Stato estero) di nascita
Provincia
Sigla di due lettere; EE per chi è nato all'estero.
Domicilio fiscale · comune
Provincia
Via e numero civico
Codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore
Da compilare solo se chi versa lo fa per conto di un altro soggetto.
Codice identificativo
Il codice che qualifica il rapporto con il contribuente, dalla tabella dei codici identificativi dell'Agenzia.
Il modello F24 Accise è riservato al versamento delle imposte di fabbricazione, consumo, giochi e scommesse e di tutti i tributi legati ai Monopoli di Stato e alle Dogane.
Il modello di pagamento unificato con la sezione dedicata alle accise dell'Agenzia delle Dogane e
ai versamenti dei Monopoli di Stato, accanto alle sezioni erario, INPS, regioni e tributi locali.
Procedura guidata campo per campo, totali di sezione e saldo calcolati in automatico e download del
modello ministeriale già compilato in tutte e tre le copie.
Affidabilità di questo strumento
📅 Codici e regole verificati sulle fonti ufficiali a
👤 Chi lo cura
Curato da Brian Barrionuevo per StrumentiUtili.it, progetto indipendente senza legami con enti pubblici o aziende. Le regole si controllano sulle fonti indicate in questa pagina e si aggiornano quando cambiano: come verifichiamo i dati. Hai trovato un errore? Scrivici.
🔒 I tuoi dati
Nessun dato fiscale o personale viene salvato su server o inviato a terzi: il calcolo avviene al 100% nella memoria del tuo dispositivo (GDPR, artt. 5 e 25).
📚 Fonti normative e di prassi
D.Lgs. 504/1995 (Testo unico delle accise), come modificato dal D.Lgs. 43/2025, D.Lgs. 241/1997 e D.L. 223/2006 art. 37 (versamento unificato), L. 244/2007 art. 1 c. 53, L. 213/2023 e L. 199/2025 (compensazioni), D.Lgs. 87/2024 (sanzioni), avvertenze del modello F24 Accise, risoluzione n. 22 del 14 febbraio 2001 ed elenco dei codici tributo dell'Agenzia delle Entrate.
Come compilare il modello F24 accise
L’F24 accise è il modello per pagare le accise di competenza dell’Agenzia delle Dogane e i versamenti dei Monopoli di Stato: accise su energia elettrica, gas naturale, prodotti energetici, alcole e birra. Lo usano soprattutto le imprese che forniscono energia o gas ai consumatori finali e i depositi. Oltre alla sezione «Accise/Monopoli e altri versamenti non ammessi in compensazione» ha le stesse sezioni dell’F24 ordinario (Erario, INPS, Regioni, IMU e altri tributi locali), quindi nello stesso modello si possono pagare anche imposte e contributi.
I codici tributo delle accise
Sono quelli dell’elenco ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, da indicare nella sezione accise con l’ente D (Dogane):
Codici tributo delle accise per il modello F24 accise
Codice
Denominazione ufficiale
2806
Accisa sull’energia elettrica
2814
Accisa sul gas naturale per combustione
2804
Accisa sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi
2805
Accisa gas petroliferi liquefatti
2802
Accisa sull’alcole
2803
Accisa birra
2813
Diritti di licenza sulle accise e imposte di consumo
Attenzione all’energia elettrica e al gas: il codice dell’elettricità è il 2806, quello del gas naturale per combustione il 2814. Scambiarli manda il pagamento su un’accisa diversa da quella dovuta.
La sezione accise, campo per campo
Le regole sono quelle delle avvertenze ufficiali del modello e dell’esempio di compilazione dell’Agenzia delle Entrate:
Ente: la lettera dell’ente che riceve il versamento. D è l’Agenzia delle Dogane, per le accise; M l’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato. Nella riga vanno solo codici tributo di quell’ente.
Prov.: per le accise, la sigla della provincia in cui avviene l’immissione in consumo.
Codice tributo: quello dell’accisa che stai pagando, dalla tabella sopra.
Codice identificativo: per le accise è il codice ditta, nove caratteri alfanumerici, senza le lettere «IT00» quando ci sono. Per i versamenti dei Monopoli è il codice concessione, se richiesto.
Rateazione: solo per i pagamenti rateali ammessi, con quattro cifre: le prime due per la rata, le altre due per il numero totale di rate. 0120 è la prima di venti rate, 0220 la seconda.
Mese e anno di riferimento: per il versamento delle accise non vanno indicati. Lo dicono sia le avvertenze sia l’esempio ufficiale.
Importi a debito versati: sempre con due decimali, anche quando sono zero (52 euro si scrivono 52,00). La sezione ha solo la colonna dei debiti.
Codice ufficio e codice atto: vuoti nei pagamenti normali. Si compilano per pagare un avviso di accertamento, un atto di contestazione o irrogazione di sanzioni, un accertamento con adesione o una conciliazione, se l’ufficio che ha emesso l’atto lo richiede. Per più atti servono più modelli.
L’esempio ufficiale dell’Agenzia delle Entrate per il codice 2814, sul modello compilato con questa pagina (contribuente inventato). Rateazione, mese, anno, codice ufficio e codice atto restano vuoti.
L’esempio ufficiale: accisa sul gas naturale
Nella sua pagina dei codici tributo, l’Agenzia delle Entrate mostra come si compila il codice 2814 con dati «solo a titolo esemplificativo»: 6.000,00 € di accisa sul gas naturale, provincia di Roma, codice ditta RMY00240W. La riga è questa, e il totale della sezione (O) e il saldo sono 6.000,00 €.
Riga della sezione accise nell’esempio ufficiale del codice 2814
Ente
Prov.
Codice
Identif.Codice identificativo
Mese/anno
Importo
D
RM
2814
RMY00240W
vuoti
6.000,00
Per l’energia elettrica l’esempio ufficiale è identico, con il codice 2806 al posto del 2814.
Quando si paga l’accisa sul gas naturale dal 2026
Dal 1° gennaio 2026, con la riforma delle accise (D.Lgs. 43/2025), l’articolo 26-ter del Testo unico delle accise prevede per chi fattura il gas ai consumatori finali:
rate di acconto mensili, da versare entro la fine del mese: ogni rata è l’accisa sul gas indicato nelle bollette o nelle fatture del mese solare precedente;
una dichiarazione semestrale, solo telematica, da presentare entro la fine di settembre (per il semestre gennaio-giugno) e di marzo (per luglio-dicembre);
il conguaglio, se c’è, entro la fine del mese in cui si presenta la dichiarazione; le somme versate in più si scalano dai versamenti successivi o si chiedono a rimborso.
Esempio. Un venditore di gas emette a maggio 2026 fatture con 6.000 € di accisa: la rata si versa entro il 30 giugno 2026, con il codice 2814. La dichiarazione del semestre gennaio-giugno 2026 va presentata entro il 30 settembre 2026, e nello stesso mese si versa l’eventuale conguaglio.
Le regole cambiano da un prodotto all’altro: per l’energia elettrica e gli altri prodotti valgono gli articoli del Testo unico delle accise che li riguardano.
Errori frequenti
Usare il 2814 per l’energia elettrica: il 2814 è il gas naturale per combustione, l’elettricità è il 2806.
Compilare mese e anno di riferimento per le accise: vanno lasciati vuoti.
Scrivere il codice ditta con «IT00»: il codice identificativo ha nove caratteri, senza quel prefisso.
Indicare la provincia della sede legale invece di quella in cui avviene l’immissione in consumo.
Mettere nella stessa riga un codice di un altro ente: con l’ente D vanno solo codici delle Dogane.
Seguire le vecchie scadenze del gas: dal 2026 le rate si versano entro la fine del mese e si basano sulle fatture del mese prima.
Le avvertenze lo ricordano: gli errori di compilazione possono portare a richieste di pagamento di somme già versate.
Crediti e canali di pagamento
Il saldo finale è la somma dei debiti meno gli eventuali crediti compensati nelle altre sezioni, e non può mai essere negativo; il modello va presentato anche quando chiude a zero. Chi ha la partita IVA, come quasi tutti quelli che pagano le accise, deve pagare per via telematica. I limiti ai crediti e i canali ammessi quando nel modello c’è una compensazione sono gli stessi dell’F24 ordinario: li trovi spiegati nella pagina del modello F24 ordinario.
Domande frequenti
Chi deve usare l’F24 accise?+
Le imprese e gli operatori che pagano imposte gestite dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: venditori di energia elettrica e gas, depositi di prodotti energetici, produttori di alcolici, concessionari di giochi. Un privato non lo usa quasi mai.
Qual è il codice tributo dell’accisa sull’energia elettrica?+
Il 2806. Per l’accisa sul gas naturale per combustione il codice è il 2814, per i prodotti energetici il 2804. Si scrivono nella sezione accise con l’ente D.
Cosa scrivo in mese e anno di riferimento?+
Per le accise niente: le avvertenze del modello dicono che il mese e l’anno di riferimento non devono essere indicati, e l’esempio ufficiale li lascia vuoti.
Che cos’è il codice ditta da scrivere come codice identificativo?+
È il codice che identifica la tua posizione per le accise: nove caratteri alfanumerici. Si scrive senza le lettere «IT00», se compaiono. Per i versamenti ai Monopoli al suo posto va il codice concessione, quando richiesto.
Entro quando si paga l’accisa sul gas naturale?+
Dal 2026, chi fattura gas ai consumatori finali versa una rata ogni mese, entro la fine del mese, pari all’accisa sul gas fatturato nel mese precedente. Poi presenta una dichiarazione semestrale, entro la fine di settembre e di marzo, e nello stesso mese versa l’eventuale conguaglio.
Posso pagarlo con l’home banking?+
Sì, se non contiene crediti compensati. Con un credito compensato, anche se resta qualcosa da pagare, serve un servizio telematico dell’Agenzia delle Entrate.
Ho sbagliato codice tributo o anno: devo pagare di nuovo?+
No. Per i tributi gestiti dall’Agenzia delle Entrate si chiede la correzione con il servizio CIVIS «Richiesta modifica delega F24», per gli F24 degli ultimi tre anni. Il servizio non vale per le sezioni INPS e IMU e tributi locali, né per i tributi che l’Agenzia delle Entrate non gestisce, come le accise: per quelli bisogna rivolgersi all’ente che riceve il versamento.