F24 Ordinario
Il modello universale per il pagamento di IRPEF, IVA, IRES, contributi INPS e tributi locali. Supporta compensazioni tra enti diversi.
Seleziona il modello F24 o F23 adatto alle tue esigenze per iniziare la compilazione gratuita direttamente nel browser, con calcolo automatico dei saldi e download del modello ufficiale già compilato.
Il modello universale per il pagamento di IRPEF, IVA, IRES, contributi INPS e tributi locali. Supporta compensazioni tra enti diversi.
Formulario a pagina singola ideato per il pagamento rapido delle imposte comunali (IMU, TARI) ed Erario base per privati.
Modello con elementi identificativi obbligatori per contratti di locazione, registrazione affitti e imposte di registro.
Riservato ai versamenti per dogane, Monopoli di Stato, imposte su alcolici, tabacchi, gas ed energia elettrica.
Utilizzato per alcuni pagamenti rimasti fuori dall’F24, come l’imposta di registro su atti giudiziari e alcune sanzioni, di solito su richiesta di un ufficio.
👤 Chi lo cura
Curato da Brian Barrionuevo per StrumentiUtili.it, progetto indipendente senza legami con enti pubblici o aziende. Le regole si controllano sulle fonti indicate in questa pagina e si aggiornano quando cambiano: come verifichiamo i dati. Hai trovato un errore? Scrivici.
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📚 Fonti normative e di prassi
Avvertenze ufficiali dei cinque modelli; D.Lgs. 241/1997 art. 17 (versamento unitario e compensazione); D.L. 66/2014 art. 11, come modificato dalla L. 213/2023, e D.L. 223/2006 art. 37 (canali di pagamento e limiti alle compensazioni); comunicato dell'Agenzia delle Entrate del 3 gennaio 2014 sull'F24 ELIDE per le locazioni; ricerca dei codici tributo dell'Agenzia delle Entrate.
I modelli di pagamento delle tasse sono cinque, e usare quello sbagliato è l’errore più comune: il versamento arriva, ma l’ufficio non riesce ad abbinarlo al tributo o al contratto e lo tratta come non pagato. Questa pagina ti aiuta a scegliere il modello giusto; ogni modello ha poi la sua pagina con il compilatore.
| Modello | Quando si usa | Sezioni | Crediti compensabili |
|---|---|---|---|
| F24 ordinario | Il modello generale: IRPEF, IVA, cedolare secca, IRAP, contributi INPS, IMU e tributi locali. È quello che usano i titolari di partita IVA. | Erario, INPS, Regioni, IMU e altri tributi locali, INAIL e altri enti | Sì |
| F24 semplificato | Imposte erariali, regionali e locali (IMU, TARI) su una sola facciata, per chi non ha contributi da versare. | Una tabella unica: in ogni riga ER, RG o EL dice a chi va il pagamento | Sì |
| F24 ELIDE | Imposta di registro sugli affitti (prima registrazione, annualità, proroghe, risoluzioni) e i pagamenti che chiedono elementi identificativi. | Erario, con tipo ed elementi identificativi in ogni riga | No |
| F24 accise | Accise su energia elettrica, gas e prodotti soggetti a Dogane e Monopoli: riguarda soprattutto le imprese. | Quelle dell’ordinario senza INAIL e altri enti, più la sezione accise | Sì, ma non nella sezione accise |
| F23 | Pagamenti rimasti fuori dall’F24, soprattutto legati agli atti giudiziari, quando l’avviso che ricevi lo indica. | Una tabella di codici tributo, con l’ufficio e gli estremi dell’atto | No |
Se hai ricevuto un avviso, una cartella o una lettera con il pagamento già impostato, usa il modello e i codici che trovi lì: sono già quelli giusti per quel debito.
Per usare un credito ci sono anche dei limiti: 2 milioni di euro l’anno, il visto di conformità per i crediti IVA oltre 5.000 € e il blocco delle compensazioni con cartelle scadute. Li trovi spiegati, con le norme, nella pagina dell’F24 ordinario. Sono le regole in vigore nel 2026: dal 1° gennaio 2027 le norme che le contengono sono abrogate dal D.Lgs. 33/2025, e le pagine verranno aggiornate con i nuovi testi.
Una lavoratrice dipendente deve versare l’acconto IMU di 193 € su un appartamento ereditato (codice tributo 3918, con il codice catastale del Comune) e una rata TARI di 124 € (codice 3944). Non ha crediti da compensare, quindi usa l’F24 semplificato: totale 317 €, pagabile anche allo sportello della banca o della posta.
Gli esempi riprendono i casi spiegati nella pagina di ogni modello, con i codici dell’elenco ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Gli importi e gli altri campi li trovi lì, riga per riga.
| Caso | Modello | Codice tributo | Dove si paga |
|---|---|---|---|
| Saldo e primo acconto IRPEF, pagati in parte con un credito IVA | F24 ordinario | 4001 e 4033; il credito con 6099 | Solo con i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, perché c’è una compensazione |
| Acconto IMU e una rata TARI della seconda casa, senza crediti | F24 semplificato (o ordinario) | 3918 e 3944 | Banca, posta, agente della riscossione o online |
| Imposta di registro per l’annualità successiva di un affitto | F24 ELIDE | 1501 | Banca, posta, agente della riscossione o online; con la partita IVA solo online |
| Accisa sul gas naturale fatturato da un venditore | F24 accise | 2814, con l’ente D | Online: chi paga le accise ha quasi sempre la partita IVA |
| Imposta di registro su una sentenza, su richiesta dell’ufficio | F23 | 109T | Agente della riscossione, banca o ufficio postale |
Nel primo esempio il credito IVA copre solo una parte del dovuto: il resto si paga con lo stesso modello, ma anche se resta qualcosa da versare serve un servizio telematico dell’Agenzia. Per l’IMU invece, senza crediti, va bene qualsiasi sportello: per questo il semplificato è il modello più comodo per chi paga solo tributi del Comune.
No. Se i crediti coprono tutto il dovuto, il modello si presenta solo con i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite un CAF o un commercialista.
No. Per i tributi dell’Agenzia delle Entrate si chiede la correzione con il servizio CIVIS «Richiesta modifica delega F24», per gli F24 degli ultimi tre anni. Il servizio non vale per le sezioni INPS, altri enti previdenziali e IMU e tributi locali: per quelle bisogna rivolgersi all’ente che riceve il versamento. Conviene farlo subito, prima che arrivi una comunicazione di irregolarità.
No. Dal 1° gennaio 2015 l’imposta di registro sulle locazioni, con sanzioni e interessi del ravvedimento, si paga solo con l’F24 ELIDE, indicando il codice identificativo del contratto.
No. Le avvertenze dell’F24 ELIDE lo prevedono per i pagamenti in cui non è ammessa la compensazione con crediti: il modello ha solo la colonna degli importi a debito. Se vuoi usare un credito per altri tributi, serve l’F24 ordinario o il semplificato.
Sì: è il modello ufficiale dell’Agenzia delle Entrate compilato con i tuoi dati. Controllalo prima di pagare, soprattutto codici tributo, codice ente e anno di riferimento. Lo strumento non trasmette niente: il pagamento lo fai tu, dal canale ammesso per il tuo caso.
Puoi rimediare con il ravvedimento operoso: versi l’imposta con gli interessi e una sanzione ridotta, tanto più bassa quanto prima regolarizzi.