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Guida · Auto, casa e affitto

IMU 2026: chi paga, come si calcola, acconto, saldo e codici F24

di Brian Barrionuevo · aggiornata il · 6 minuti di lettura

L’IMU non si paga sulla prima casa, ma quasi tutti gli altri immobili la pagano: seconde case, case ereditate, case date in affitto o in comodato, box, negozi e capannoni. Questa guida spiega chi deve pagarla, come si fa il conto partendo dalla rendita catastale, quali riduzioni esistono e come si compila l’F24.

In breve

  • Paga il proprietario (o l’usufruttuario), non l’inquilino; la prima casa è esente, tranne le abitazioni di lusso.
  • Rendita × 1,05 × coefficiente della categoria, per l’aliquota del Comune: una seconda casa con rendita 900 € al 10,6 per mille paga 1.603 €.
  • Si paga in due rate, 16 giugno e 16 dicembre, con l’F24: codice 3918 per le seconde case, 3925 e 3930 per il gruppo D.
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Chi paga l’IMU e chi no

L’IMU è l’imposta comunale sugli immobili. La paga chi ne è proprietario o ha su di essi un diritto reale: usufrutto, uso, abitazione, superficie. Se una casa è in usufrutto paga l’usufruttuario, non il nudo proprietario. Non la paga l’inquilino, e nemmeno chi ha la casa in comodato: paga sempre il proprietario, anche quando non la usa.

Non si paga sull’abitazione principale, cioè la casa in cui si ha la residenza e si vive abitualmente, né sulle sue pertinenze, al massimo una per ciascuna categoria C/2 (cantina o soffitta), C/6 (box o posto auto) e C/7 (tettoia). Fanno eccezione le abitazioni di lusso, nelle categorie A/1, A/8 e A/9, che pagano con un’aliquota ridotta e una detrazione di 200 € l’anno. La casa familiare assegnata dal giudice al genitore affidatario dei figli è trattata come abitazione principale di chi la riceve.

Pagano quindi soprattutto le seconde case, le case ereditate o sfitte, quelle date in affitto o in comodato, i negozi, gli uffici, i capannoni, i box che non sono pertinenza della prima casa, i terreni e le aree edificabili.

Come si calcola

Il calcolo parte dalla rendita catastale, che si legge nella visura catastale, e segue sempre gli stessi passaggi:

  1. rendita catastale × 1,05 (la rivalutazione del 5%);
  2. il risultato × il coefficiente della categoria catastale: è la base imponibile;
  3. base imponibile × l’aliquota decisa dal Comune × la tua quota di possesso × i mesi di possesso diviso 12;
  4. si tolgono le eventuali riduzioni e si arrotonda all’euro.
I coefficienti per categoria catastale
CategoriaCoefficiente
Abitazioni (gruppo A, tranne A/10) e pertinenze C/2, C/6, C/7160
Gruppo B e categorie C/3, C/4, C/5140
Uffici A/10 e D/5 (banche, assicurazioni)80
Gruppo D, tranne D/5 (capannoni, alberghi, centri commerciali)65
Negozi C/155
Terreni agricoli (sul reddito dominicale rivalutato del 25%)135

L’aliquota la decide ogni Comune entro i limiti della legge: per gli immobili diversi dall’abitazione principale la base è lo 0,86% (8,6 per mille), che il Comune può alzare fino all’1,06% o abbassare; per le abitazioni principali di lusso la base è lo 0,5%. Le aliquote di ogni Comune sono pubblicate nel prospetto delle aliquote del Dipartimento delle Finanze: è il documento che fa fede, più della delibera letta sul giornale locale.

Esempio: seconda casa A/2 con rendita di 900 €, aliquota del 10,6 per mille

  1. Rendita rivalutata: 900 × 1,05 = 945,00 €.
  2. Base imponibile: 945,00 € × 160 = 151.200,00 €.
  3. Imposta: 151.200,00 € × 10,6‰ = 1.602,72 €, arrotondata a 1.603 €.

IMU annua 1.603 €: acconto di 801 € a giugno e saldo di 802 € a dicembre, codice tributo 3918.

Le riduzioni: comodato, canone concordato, immobili inagibili

  • Casa in comodato a un figlio o a un genitore che ci abita: base imponibile ridotta del 50%. Servono un contratto di comodato registrato e che il proprietario possieda in Italia una sola abitazione, oppure quella e la propria abitazione principale nello stesso Comune, dove deve anche risiedere e vivere (comma 747). La riduzione non vale per le abitazioni di lusso.
  • Casa affittata a canone concordato: l’imposta calcolata con l’aliquota del Comune si paga al 75%.
  • Immobili storici o dichiarati inagibili: base imponibile ridotta del 50%.
La stessa aliquota del 10,6 per mille su casi diversi
CasoImposta annuaAccontoSaldo
Seconda casa A/2, rendita 900 €1.603 €801 €802 €
La stessa, in comodato al figlio801 €401 €400 €
A/3 a canone concordato, rendita 700 €935 €467 €468 €
Box C/6 non pertinenziale, rendita 120 €214 €107 €107 €

Il comodato dimezza l’imposta solo se tutte le condizioni sono rispettate e il contratto è registrato: il modello RAP serve proprio a questo. Senza registrazione la riduzione non spetta, e il Comune la può togliere in un controllo con sanzioni e interessi.

La dichiarazione IMU va presentata entro il 30 giugno dell’anno dopo quello in cui il possesso è cominciato o sono cambiati dati che contano per l’imposta: lo prevede il comma 768-bis, scritto dal D.Lgs. 147/2026 al posto dei commi 769 e 770. Per un immobile inagibile, la perizia si allega alla dichiarazione.

Quote, mesi e case ereditate

Se l’immobile è di più persone, ciascuno paga sulla propria quota. Se l’hai posseduto solo per una parte dell’anno contano i mesi: un mese vale intero se lo hai posseduto per più della metà dei giorni, e il giorno del rogito è attribuito a chi compra. Per le case ereditate il possesso comincia dalla data della morte, non da quella della dichiarazione di successione.

Esempio: metà di una casa ereditata il 10 luglio

  1. Luglio: posseduto per 22 giorni su 31, più della metà, quindi conta. Da luglio a dicembre sono 6 mesi.
  2. Imposta intera: 1.602,72 € × 50% × 6/12 = 400,68 €.

Ogni erede paga 401 € per il primo anno, tutti con il saldo di dicembre: l’acconto di giugno è l’imposta del primo semestre, quando la casa non era ancora sua (comma 762).

Capannoni e altri immobili del gruppo D

Per gli immobili del gruppo D l’imposta si divide fra Stato e Comune: lo 0,76% va sempre allo Stato, con il codice tributo 3925; la parte che supera lo 0,76%, fino all’aliquota del Comune, va al Comune con il codice 3930.

Esempio: capannone D/7 con rendita di 4.000 €, aliquota del 10,6 per mille

  1. Base imponibile: 4.000 × 1,05 × 65 = 273.000,00 €.
  2. Imposta: 273.000,00 € × 10,6‰ = 2.893,80 €, arrotondata a 2.894 €.
  3. Stato: 2.075 € con il codice 3925; Comune: 819 € con il codice 3930.

Due righe nell’F24, una per lo Stato e una per il Comune, sia in acconto sia a saldo.

Scadenze e come si paga

  • Acconto entro il 16 giugno: l’imposta del primo semestre, calcolata con l’aliquota e la detrazione dell’anno precedente: la metà dell’imposta, se possiedi l’immobile tutto l’anno (comma 762).
  • Saldo entro il 16 dicembre: il conguaglio, con le aliquote dell’anno pubblicate dal Comune sul sito del Dipartimento delle Finanze entro il 28 ottobre; se non le ha pubblicate, valgono quelle dell’anno prima (comma 767).
  • In un’unica rata: si può pagare tutto entro il 16 giugno.
  • Se una scadenza cade di sabato o in un giorno festivo, slitta al primo giorno lavorativo successivo, come per tutti i versamenti fiscali (D.L. 70/2011, art. 7).

Si paga con il modello F24, anche semplificato, nella sezione dei tributi locali: codice tributo, codice catastale del Comune (quattro caratteri, per esempio H501 per Roma), anno di riferimento, numero di immobili e importo arrotondato all’euro, come tutti i tributi locali (L. 296/2006, art. 1, comma 166). Se hai immobili in più Comuni serve una riga per ogni Comune. Sotto un importo minimo fissato da ogni Comune il versamento non è dovuto (comma 168 della stessa legge): lo trovi nel regolamento IMU del Comune.

I codici tributo IMU per l’F24
CodicePer che cosa
3912Abitazione principale di lusso (A/1, A/8, A/9) e pertinenze
3914Terreni
3916Aree fabbricabili
3918Altri fabbricati: seconde case, negozi, uffici, box
3925Immobili del gruppo D, quota dello Stato
3930Immobili del gruppo D, quota in più del Comune

Se hai saltato una rata o hai pagato meno del dovuto, puoi rimediare con il ravvedimento operoso: si versano l’imposta, una sanzione ridotta e gli interessi, con i codici tributo dell’IMU e barrando la casella del ravvedimento. Il conto lo fa il calcolatore del ravvedimento.

Errori comuni

  • Dimenticare la rivalutazione del 5%: la rendita della visura va sempre moltiplicata per 1,05 prima del coefficiente.
  • Usare l’aliquota base invece di quella del Comune: conta il prospetto delle aliquote pubblicato dal Dipartimento delle Finanze.
  • Applicare la riduzione del comodato senza contratto registrato: la riduzione non spetta.
  • Pagare un box come seconda casa quando è pertinenza dell’abitazione principale: una pertinenza per categoria è esente.
  • Mettere il codice del Comune sbagliato: con più immobili in Comuni diversi serve una riga per ciascun Comune.

Domande frequenti

Chi paga l’IMU su una casa in affitto?

Il proprietario, non l’inquilino. Se la casa è affittata a canone concordato, l’imposta si paga al 75%.

Sulla casa ereditata l’IMU si paga dalla successione?

No, dalla data della morte. Ogni erede paga sulla propria quota, contando il mese della morte se l’immobile è posseduto per più della metà dei giorni.

Dove trovo l’aliquota del mio Comune?

Nel prospetto delle aliquote pubblicato sul portale del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia, cercando il Comune e l’anno.

Posso pagare l’IMU in un’unica volta?

Sì: entro il 16 giugno si può versare tutta l’imposta dell’anno invece di dividerla in acconto e saldo.

Il nudo proprietario paga l’IMU?

No: se sull’immobile c’è un usufrutto, l’IMU la paga l’usufruttuario per intero.

Fonti ufficiali

Le cifre degli esempi sono calcolate con gli stessi motori degli strumenti del sito, sulle regole in vigore alla data di aggiornamento. Come le controlliamo: come verifichiamo i dati. Questa guida non sostituisce il parere di un professionista.