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Esenzione dal canone Rai per chi ha 75 anni

Chi ha compiuto 75 anni, ha un reddito basso e non vive con altre persone che guadagnano non paga il canone TV. L’esenzione però non arriva da sola: va chiesta all’Agenzia delle Entrate con una dichiarazione sostitutiva, che poi vale anche per gli anni successivi. Qui controlli da quando ti spetta, compili il modello ufficiale e, se hai già pagato, anche la richiesta di rimborso.

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Da quando spetta l’esenzione

Conta solo l’età: gli altri requisiti (reddito, conviventi, televisore nella casa di residenza) sono nel modello.

Compila il modello

Scegli il modello: la dichiarazione per l’esenzione, se il canone non l’hai ancora pagato o vuoi smettere di pagarlo, oppure la richiesta di rimborso, se hai pagato un anno in cui avevi già diritto all’esenzione.

I tuoi dati

I dati di chi chiede l'esenzione: la persona che ha compiuto 75 anni.

Cognome *
Nome *
Data di nascita *
Comune o Stato estero di nascita *
Provincia (sigla)
Codice fiscale *
Passo 1 di 3

Da dove vengono i dati di questo strumento

📅 Requisiti e modelli verificati a

👤 Chi lo cura

Curato da Brian Barrionuevo per StrumentiUtili.it, progetto indipendente senza legami con l’Agenzia delle Entrate, la Rai o altri enti. Il modulo e le spiegazioni vengono dai documenti ufficiali indicati in questa pagina: come verifichiamo i dati. Hai trovato un errore? Scrivici.

📄 I due modelli

Sono i PDF ufficiali dell’Agenzia per gli ultrasettantacinquenni: la dichiarazione per l’esenzione e la richiesta di rimborso, dalla pagina Modelli e istruzioni. Le caselle sono state ricostruite misurando i riquadri. Requisiti, redditi da contare e tempi della bolletta vengono dalle istruzioni dei due modelli e dalla pagina dell’Agenzia sugli over 75.

🔒 I tuoi dati

Data di nascita, codici fiscali e redditi restano sul tuo dispositivo: il PDF si crea nel browser e i codici fiscali non vengono salvati. Gli altri campi restano in memoria locale finché non premi «Cancella i dati del modello».

Come funziona l’esenzione per gli over 75

L’esenzione esiste dal 2008: l’ha introdotta la legge finanziaria di quell’anno (legge 244/2007, art. 1, comma 132). La soglia di reddito, prima di 6.713,98 euro, è stata portata a 8.000 euro per il 2018 e il 2019 da due decreti del Ministero dell’economia (16 febbraio 2018 e 24 ottobre 2019) e resa stabile dal 2020 dalla legge di bilancio, che ha riscritto il comma 132 (legge 160/2019, art. 1, comma 355). Chi ne ha diritto non paga nulla dei 90 euro annui del canone.

Bastano l’età e il reddito? No: i requisiti sono quattro e devono valere tutti insieme. Il modello li fa dichiarare con le lettere da a) a d), e il compilatore te li fa confermare uno per uno.

I quattro requisiti

  1. L’età: 75 anni compiuti entro la scadenza di pagamento del canone, che per le istruzioni è il 31 gennaio o il 31 luglio. Da qui le due possibilità: tutto l’anno o il solo secondo semestre.
  2. Il televisore solo nella casa di residenza: l’esenzione vale esclusivamente per l’apparecchio che si trova nel luogo in cui hai la residenza. Se un televisore sta in un’altra casa, non spetta.
  3. Nessun convivente con reddito: in casa non vivono altre persone, oltre al coniuge o alla persona unita civilmente, che abbiano un reddito proprio. Colf, badanti e collaboratori domestici non contano.
  4. Il reddito: quello tuo e del coniuge (o della persona unita civilmente), sommati, nell’anno prima di quello dell’esenzione, non supera 8.000 euro.

Da quando spetta

Conta il giorno in cui si compiono 75 anni. Il riquadro in cima alla pagina fa il conto con la tua data di nascita; ecco le regole applicate al 2027:

Da quando spetta l’esenzione, secondo il giorno in cui si compiono 75 anni
75 anni compiutiEsenzione
dal 1° agosto 2026 al 31 gennaio 2027tutto il 2027
dal 1° febbraio al 31 luglio 2027luglio-dicembre 2027
dal 1° agosto 2027 al 31 gennaio 2028tutto il 2028

Gli esempi delle istruzioni ufficiali: chi ha compiuto 75 anni il 10 dicembre 2019 o il 10 gennaio 2020 aveva l’esenzione per tutto il 2020; chi li ha compiuti il 10 febbraio 2020, per il secondo semestre 2020. Non c’è invece una scadenza per presentare la dichiarazione: l’esenzione dipende dai requisiti, non dalla data in cui la chiedi.

Il reddito che conta

Si somma il reddito tuo e quello del coniuge dell’anno precedente: per l’esenzione del 2027 conta il 2026. Le istruzioni dicono che cosa entra nel conto e che cosa no:

Quali redditi entrano nella soglia di 8.000 euro, secondo le istruzioni del modello
Si contaNon si conta
Il reddito imponibile della dichiarazione dei redditi o, per chi non la presenta, quello della Certificazione UnicaI redditi esenti da IRPEF, come le pensioni di guerra, le rendite INAIL e le pensioni di invalidità civile
I redditi con imposta sostitutiva o ritenuta d’imposta: interessi di conti e depositi postali, BOT, CCT e altri titoli di Stato, proventi di quote di investimentoIl TFR e le sue anticipazioni
Gli stipendi di enti e organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche, Santa Sede ed enti centrali della Chiesa cattolicaIl reddito della casa di abitazione principale e delle pertinenze
I redditi esteri non tassati in ItaliaI redditi a tassazione separata

Esempio 1: sotto la soglia. Una vedova di 77 anni vive sola con una badante. Nel 2026 la sua pensione ha un imponibile di 7.400 euro e il libretto postale le ha reso 150 euro di interessi: 7.550 euro in tutto. Ha diritto all’esenzione per il 2027, perché la badante convivente non conta.

Esempio 2: la somma con il coniuge. Lei ha 76 anni e una pensione imponibile di 5.900 euro, il marito 2.300 euro: insieme fanno 8.200 euro. La soglia è superata di 200 euro e l’esenzione non spetta, anche se ciascuno dei due da solo starebbe sotto.

Esempio 3: i redditi esenti. Lui ha 80 anni, una pensione imponibile di 6.000 euro e una pensione di guerra; la moglie non ha redditi. La pensione di guerra è esente da IRPEF e non si conta: il reddito utile è di 6.000 euro e l’esenzione spetta.

Esempio 4: un figlio in casa. Un pensionato di 78 anni con 6.500 euro di pensione vive con il figlio, che lavora. Il reddito sarebbe sotto la soglia, ma in casa c’è un convivente con reddito proprio diverso dal coniuge: l’esenzione non spetta.

Esempio 5: la casa al mare. Una coppia di 75 e 79 anni ha la residenza a Roma e un televisore anche nella casa al mare. Non può dichiarare di avere solo il televisore della casa di residenza (lettera a del modello), quindi l’esenzione non spetta.

Campo per campo

  1. Dati generali: cognome, nome, data e luogo di nascita e codice fiscale di chi chiede l’esenzione.
  2. Sezione I: l’anno per cui chiedi l’esenzione, poi le quattro dichiarazioni. Alla lettera b) si barra «non coniugato», oppure si scrive il codice fiscale del coniuge (o della persona unita civilmente) convivente: per le coppie non c’è una casella. Alla lettera d) si barra una sola soglia, 8.000,00 euro per gli anni dal 2018 in poi.
  3. Sezione II: in alternativa alla prima, solo se i requisiti sono venuti meno; si indica l’anno da cui non valgono più.
  4. Firma: data e firma. Se spedisci per posta, la copia di un documento di riconoscimento valido.
Dichiarazione per l’esenzione dal canone TV degli ultrasettantacinquenni compilata: Anna Verdi, nata il 20 gennaio 1952, chiede l’esenzione per il 2027, indica il codice fiscale del coniuge convivente e barra la soglia di 8.000 euro
Una dichiarazione compilata con questa pagina (persone inventate): 75 anni il 20 gennaio 2027, quindi esenzione per tutto il 2027; coniugata, con il codice fiscale del marito alla lettera b) e la casella degli 8.000 euro alla lettera d).

Quando si ferma l’addebito in bolletta

Per chi paga il canone nella bolletta della luce l’Agenzia indica i tempi di lavorazione: se la dichiarazione arriva entro il 15 del mese, l’addebito si ferma di norma dalla rata del mese successivo; se arriva nella seconda metà del mese, dalla rata del secondo mese successivo.

Esempio 6: i tempi della bolletta. La dichiarazione inviata il 10 aprile ferma il canone, di norma, dalla rata di maggio; quella inviata il 20 aprile, dalla rata di giugno. Nel frattempo puoi pagare la bolletta in modo parziale, togliendo le rate di canone che non devi.

Se hai già pagato

Chi presenta la dichiarazione a anno iniziato trova di solito alcune rate già addebitate. Le risposte ufficiali indicano due strade: presentare la dichiarazione e pagare le bollette senza la quota del canone, oppure, se le bollette sono già pagate, chiedere il rimborso con il modello per gli ultrasettantacinquenni, che contiene anche la dichiarazione dei requisiti. In alternativa, dopo la dichiarazione, si può usare la richiesta di rimborso del canone in bolletta con il motivo 1. Su questa pagina compili il modello per gli over 75 (secondo pulsante del compilatore); l’altro lo trovi nella pagina sul rimborso del canone Rai.

Come si presenta

  • In plico raccomandato senza busta all’Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale 1 di Torino – Ufficio Canone TV – Casella postale 22 – 10121 Torino, con la copia di un documento di riconoscimento valido. Vale la data del timbro postale.
  • Per PEC a cp22.canonetv@postacertificata.rai.it, con il modello firmato digitalmente da chi chiede l’esenzione: per questo modello le istruzioni non prevedono la firma a penna scansionata.
  • A mano, consegnandola a un ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate: chi non ha la firma digitale e preferisce non spedire può andare allo sportello.

Una volta presentata, la dichiarazione vale anche per gli anni seguenti, finché i requisiti restano: non va ripetuta ogni anno.

Se i requisiti vengono meno

Quando un requisito si perde – il reddito supera la soglia o in casa arriva un convivente con reddito – va presentata la Sezione II dello stesso modello, con l’anno in cui i requisiti sono venuti meno. L’esempio delle istruzioni: se il reddito del 2019, proprio e del coniuge, supera gli 8.000 euro, si indica il 2019. Chi ha la luce intestata si vede addebitare le rate già scadute nella prima bolletta utile; chi non ce l’ha paga il canone con il modello F24.

Usare l’esenzione senza averne diritto costa caro: oltre al canone e agli interessi di mora si paga una sanzione amministrativa da 500 a 2.000 euro per ogni anno (legge 244/2007, art. 1, comma 132, nel testo in vigore dal 2020), e la dichiarazione falsa ha conseguenze penali (D.P.R. 445/2000, artt. 75 e 76).

Errori frequenti

  • Guardare il reddito dell’anno in corso: per l’esenzione del 2027 conta quello del 2026.
  • Dimenticare il reddito del coniuge: la soglia di 8.000 euro vale per i due redditi insieme.
  • Contare redditi che non entrano, come la pensione di invalidità civile o la rendita della casa in cui abiti, e rinunciare a un’esenzione che spetterebbe.
  • Pensare che la badante faccia perdere l’esenzione: colf, badanti e collaboratori domestici conviventi non contano.
  • Mandare per PEC un modello firmato a penna: per questa dichiarazione serve la firma digitale.
  • Non presentare la Sezione II quando i requisiti vengono meno: si rischiano le sanzioni.

Dal 2027

Dal 1° gennaio 2027 la regola del comma 132 passa, con le stesse parole, nell’art. 54-ter del testo unico dei tributi erariali minori (D.Lgs. 174/2024, che si applica da quella data). Il modello e le istruzioni dell’Agenzia citano ancora la legge 244/2007: li ricontrolliamo quando saranno aggiornati.

Domande frequenti

Entro quando si presenta la dichiarazione per l’esenzione over 75?

Non c’è un termine: l’esenzione spetta in base ai requisiti, indipendentemente da quando presenti la dichiarazione. Chi ha il canone in bolletta e la presenta in corso d’anno trova però alcune rate già addebitate: può pagare la bolletta senza la quota del canone o chiedere il rimborso.

L’esenzione va chiesta ogni anno?

No. Se i requisiti restano, la dichiarazione vale anche per gli anni successivi. Se uno viene meno, si presenta la Sezione II dello stesso modello.

Quale reddito conta, quello di quest’anno?

No, quello dell’anno precedente: per l’esenzione del 2027 si guarda il reddito del 2026, tuo e del coniuge sommati.

La badante che vive con me fa perdere l’esenzione?

No. Le istruzioni escludono dal conto collaboratori domestici, colf e badanti: conta solo che non vivano con te altre persone con reddito, a parte il coniuge.

Vivo con mio figlio che lavora: ho diritto all’esenzione?

No. Uno dei requisiti è non convivere con persone diverse dal coniuge che abbiano un reddito proprio.

La pensione di invalidità civile conta nel reddito?

No. I redditi esenti da IRPEF, come le pensioni di invalidità civile, le pensioni di guerra e le rendite INAIL, non entrano nella soglia di 8.000 euro.

Posso mandare la dichiarazione per PEC?

Sì, a cp22.canonetv@postacertificata.rai.it, ma il modello deve essere firmato digitalmente da chi chiede l’esenzione. In alternativa si spedisce per raccomandata senza busta o si consegna a un ufficio dell’Agenzia.

Ho già pagato il canone: come lo riavrò?

Con la richiesta di rimborso per gli ultrasettantacinquenni, che contiene anche la dichiarazione dei requisiti, oppure, dopo aver presentato la dichiarazione, con il modello di rimborso del canone in bolletta indicando il motivo 1.

Fonti