Disdetta del canone Rai: la dichiarazione sostitutiva
Il canone Rai arriva nella bolletta della luce perché la legge presume che chi ha un contratto
elettrico nella casa di residenza abbia anche un televisore. Se il televisore non c’è, o se il
canone lo paga già un familiare, lo dichiari con la dichiarazione sostitutiva dell’Agenzia delle
Entrate: è quella che tutti chiamano disdetta. Qui la compili passo per passo e scarichi il
PDF ufficiale già riempito. Per non pagare niente del 2027 c’è tempo fino a
lunedì 1° febbraio 2027.
🔒 Privacy garantita: i tuoi dati non vengono inviati a nessun server.
Per quale periodo vale, se la presenti in una certa data
Vale per il quadro A, la dichiarazione di non detenzione. La data è quella della ricevuta dell’invio online o del timbro postale della raccomandata.
Compila il modello
Quattro passi brevi: il quadro, i tuoi dati, quelli della persona deceduta se dichiari come erede,
la data. Le spiegazioni di ogni campo vengono dalle istruzioni ufficiali del modello.
Che cosa dichiari
Il modello ha tre quadri alternativi: se ne compila uno solo. Il compilatore barra da solo anche la casella del quadro nel riquadro «Quadri compilati».
La stessa dichiarazione si può compilare e inviare dal servizio web dell’area riservata
del sito dell’Agenzia delle Entrate, oppure tramite un intermediario abilitato (CAF,
commercialista). Il modulo di questa pagina serve a chi non ha le credenziali o preferisce la
raccomandata o la PEC.
Da dove vengono i dati di questo strumento
📅 Fonti verificate a
👤 Chi lo cura
Curato da Brian Barrionuevo per StrumentiUtili.it, progetto indipendente senza legami con l’Agenzia delle Entrate, la Rai o altri enti. Il modulo e le spiegazioni vengono dai documenti ufficiali indicati in questa pagina: come verifichiamo i dati. Hai trovato un errore? Scrivici.
📄 Il modulo e le regole
È il PDF ufficiale della pagina Modelli e istruzioni del canone TV, senza campi compilabili: le caselle sono state ricostruite misurando i riquadri e verificate una a una. Date, quadri ed esempi vengono da istruzioni, schede e risposte ufficiali; le norme citate le rilegge ogni settimana un controllo automatico.
🔒 I tuoi dati
Nome, date e codici fiscali della dichiarazione non escono dal dispositivo: il PDF si crea nel browser. I codici fiscali non si salvano nemmeno in memoria locale; il resto resta finché non premi «Cancella i dati del modello».
Come funziona la disdetta del canone Rai
Il canone di abbonamento alla televisione per uso privato costa 90 euro l’anno e si paga una volta sola per famiglia anagrafica, qualunque sia il numero di case e di televisori. Dal 2016 chi ha un contratto della luce per uso domestico residenziale lo trova nelle fatture elettriche, in dieci rate mensili da gennaio a ottobre: lo ha stabilito la legge di stabilità 2016 (legge 208/2015, art. 1, commi 152-159), che fa presumere un televisore nella casa in cui si ha la residenza anagrafica.
Per superare quella presunzione serve una dichiarazione sostitutiva, cioè un’autocertificazione all’Agenzia delle Entrate. Se è falsa fa perdere il beneficio ed è punita penalmente (D.P.R. 445/2000, artt. 75 e 76). La presenta solo chi è titolare del contratto della luce, oppure il suo erede: chi vive in affitto con la luce intestata al proprietario non può usarla.
Quale quadro compilare
Il modello ha tre quadri alternativi: se ne compila uno solo e lo si segna nel riquadro «Quadri compilati» (qui lo fa il compilatore). La tabella riassume le istruzioni ufficiali e le risposte alle domande frequenti dell’Agenzia.
I quadri della dichiarazione sostitutiva: quando si usano, da quando valgono e se vanno ripetuti
Quadro
Quando si usa
Effetto
Da ripetere?
A, prima voce
Nessun televisore, di nessun componente della famiglia, in nessuna delle case in cui sei titolare del contratto della luce
Secondo la data di invio
Sì, ogni anno
A, seconda voce
Avevi disdetto l’abbonamento con il suggellamento e non hai altri televisori
Secondo la data di invio
Sì, ogni anno
B
Il canone si paga sulla bolletta di un altro componente della famiglia anagrafica
Dal semestre in cui nasce la situazione
No, finché resta uguale
C
Una dichiarazione precedente non vale più, per esempio perché hai comprato un televisore
Il canone torna dal mese di invio
—
Per famiglia anagrafica si intendono le persone legate da matrimonio, unione civile, parentela, affinità, adozione, tutela o vincoli affettivi, che vivono insieme e hanno la dimora abituale nello stesso Comune (D.P.R. 223/1989, art. 4). Conta quella che risulta all’anagrafe del Comune.
Che cosa conta come televisore
Le istruzioni riprendono la nota del Ministero dello Sviluppo Economico del 20 aprile 2016: è un apparecchio televisivo quello capace di ricevere, decodificare e mostrare il segnale digitale terrestre o satellitare, da solo oppure tramite un decoder o un sintonizzatore esterno.
Computer, smartphone e tablet non sono televisori se non hanno il sintonizzatore per il digitale terrestre o il satellite: chi ha solo questi può presentare il quadro A.
Un monitor senza sintonizzatore non lo è neppure; lo diventa se lo colleghi a un decoder, perché la definizione comprende la ricezione tramite apparecchi esterni.
Le radio non pagano il canone, purché stiano in un’abitazione privata (legge 449/1997, art. 24, comma 14).
Un bed and breakfast che paga già il canone speciale per il televisore visto anche dagli ospiti può presentare il quadro A per la bolletta di casa: lo dice una delle risposte ufficiali.
Le date: per quale periodo vale
Per il quadro A conta la data di presentazione: quella della ricevuta, se la invii online, o quella del timbro postale, se la spedisci per raccomandata. Con le date del prossimo anno:
Per quale periodo vale la dichiarazione, secondo la data di invio
Che cosa invii
Quando
Per quale periodo
Quadro A
dal 1° luglio 2026 a lunedì 1° febbraio 2027
tutto il 2027
Quadro A
dal 2 febbraio al 30 giugno 2027
luglio-dicembre 2027
Quadro A
dal 1° luglio 2027 a lunedì 31 gennaio 2028
tutto il 2028
Quadro A, primo contratto della luce
entro la fine del mese dopo l’attivazione
dalla data di attivazione
Quadro B
in qualsiasi momento
secondo la data da cui la situazione esiste
Quadro C
appena la situazione cambia
canone di nuovo dovuto dal mese di invio
La regola delle istruzioni è «dal 1° luglio dell’anno precedente al 31 gennaio». Quando il 31 gennaio cade di sabato o di domenica, il termine passa al primo giorno lavorativo successivo, come per tutti gli adempimenti fiscali (D.L. 70/2011, art. 7, comma 2, lettera h): per il 2026 la scheda dell’Agenzia indicava infatti «dal 1° luglio 2025 al 2 febbraio 2026». Nel 2027 il 31 gennaio è domenica, quindi l’ultimo giorno utile è lunedì 1° febbraio. Il riquadro in cima alla pagina fa il conto con la data che scegli.
Chi attiva per la prima volta un contratto della luce, senza averne già un altro residenziale in quell’anno, non paga nulla dalla data di attivazione se presenta il quadro A entro la fine del mese successivo. Dopo quella scadenza valgono le date normali.
Il quadro B ha effetto per semestri: se la situazione c’è dal 1° gennaio dell’anno in cui lo presenti, il canone non è dovuto dal primo semestre; se nasce dal 2 gennaio al 1° luglio, dal secondo; se nasce dopo il 1° luglio, dall’anno successivo. Se fate parte della stessa famiglia da prima del 1° gennaio, come data inizio puoi scrivere per convenzione il 1° gennaio dell’anno di presentazione. La data inizio non può essere successiva a quella della firma.
Campo per campo
Dati del dichiarante: cognome, nome, data e luogo di nascita e codice fiscale di chi firma, cioè il titolare del contratto della luce.
In qualità di erede di: solo se dichiari per le utenze di una persona deceduta, con i suoi dati e il suo codice fiscale.
Impegno alla presentazione telematica: lo compila e lo firma solo l’intermediario che trasmette la dichiarazione per te (codice fiscale e data dell’impegno). Se la spedisci tu, resta vuoto.
Quadri compilati: una sola casella, A, B o C.
Firma: data e firma di chi dichiara. Per posta si allega la copia di un documento d’identità valido.
Quadro A: una delle due voci, «nessun televisore» oppure «nessun televisore oltre a quello sigillato».
Quadro B: il codice fiscale di chi ha il contratto su cui il canone si paga e la data inizio.
Quadro C: la data in cui avevi presentato la dichiarazione che non vale più.
L’esempio 4 delle schede dell’Agenzia, compilato con questa pagina (persone inventate): la moglie ha la luce intestata nella seconda casa e dichiara con il quadro B che il canone si paga sulla bolletta del marito.
Gli esempi dell’Agenzia delle Entrate
La scheda «Esempi di compilazione» risolve i casi più comuni. Eccone dieci, con la risposta ufficiale in breve:
Chi presenta la dichiarazione e con quale quadro, negli esempi dell’Agenzia delle Entrate
Situazione
Che cosa si presenta
Coniugi con più contratti residenziali intestati allo stesso coniuge, televisore solo in alcune case
Niente: l’addebito arriva su una sola utenza
Coniugi, luce intestata al marito, nessun televisore in casa
Il marito, quadro A
Luce intestata al marito, vecchio abbonamento TV intestato alla moglie
Niente: il canone passa sulla bolletta del marito
Residenza nella casa A con la luce del marito; casa B con la luce della moglie; televisori in tutte e due
La moglie, quadro B con il codice fiscale del marito
Coniugi con residenze diverse, ognuno con la sua luce e i suoi televisori
Niente: sono due famiglie anagrafiche e pagano due canoni
Casa data in affitto con la luce intestata alla moglie
La moglie, quadro B; mai il codice fiscale dell’inquilino
Inquilino con la luce intestata al proprietario e un televisore
L’inquilino non può presentarla: paga con il modello F24
Titolare della luce deceduto, nessun televisore
Il coniuge erede, quadro A con i dati del defunto
Televisore comprato dopo una dichiarazione di non detenzione
Quadro C con la data della dichiarazione precedente
Residente all’estero con casa in Italia, luce non residenziale e televisore
Niente: paga con il modello F24
Esempio: le date di un quadro A tardivo. Una famiglia senza televisore invia il quadro A il 15 marzo 2027. Vale solo per luglio-dicembre 2027: il canone del primo semestre resta dovuto. Per il 2028 serve una nuova dichiarazione, da inviare dal 1° luglio 2027 al 31 gennaio 2028.
Esempio: il primo contratto della luce. Una ragazza va a vivere da sola e attiva il contratto il 10 marzo 2027, senza averne avuti altri quell’anno; il televisore non ce l’ha. Se invia il quadro A entro il 30 aprile 2027, non paga il canone dal 10 marzo. Se lo invia a maggio, vale solo per il secondo semestre.
Esempio: due contratti in famiglia. È il caso dell’immagine: i coniugi hanno la residenza nella casa A, dove la luce è del marito; la moglie ha la luce intestata nella casa B. Lei presenta il quadro B con il codice fiscale del marito. Sono sposati da anni, quindi come data inizio scrive il 1° gennaio dell’anno in cui presenta la dichiarazione: il canone resta solo sulla bolletta del marito.
Esempio: l’erede che ha già la sua luce. Muore il padre, che viveva da solo con la luce intestata e un televisore. La figlia erede abita altrove con il marito, titolare di un contratto residenziale su cui il canone si paga già. Per fermare l’addebito sulla bolletta del padre la figlia presenta il quadro B come erede, con il codice fiscale del marito e, come data inizio, la data del decesso.
Come si invia
Online, dal servizio web dell’area riservata del sito dell’Agenzia, con SPID, CIE o CNS, oppure con le credenziali Entratel o Fisconline: la data è quella della ricevuta telematica.
Tramite un intermediario abilitato, come un CAF o un commercialista, che compila il riquadro dell’impegno.
Per raccomandata senza busta (il foglio piegato e chiuso, con l’indirizzo sopra) all’Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale 1 di Torino – Ufficio Canone TV – Casella postale 22 – 10121 Torino, con la copia di un documento d’identità valido. Fa fede il timbro postale. Le istruzioni la prevedono quando non è possibile la trasmissione online.
Per PEC a cp22.canonetv@postacertificata.rai.it, con il modello firmato digitalmente oppure firmato a penna e scansionato insieme alla copia di un documento d’identità (Codice dell’amministrazione digitale, art. 65). La risposta ufficiale sulla PEC cita solo la firma digitale: se puoi, usa quella.
Dopo l’invio
Presentata correttamente, la dichiarazione interrompe l’addebito dalla prima rata utile dopo che l’Agenzia l’ha ricevuta, tenendo conto della data da cui vale. Le rate arrivate nel frattempo e non dovute si chiedono indietro con il modello di rimborso, che trovi compilabile nella pagina sul rimborso del canone Rai.
Se pensi che una bolletta contenga una rata non dovuta puoi pagare solo la quota della luce, con il pagamento parziale previsto dalla tua compagnia elettrica e la causale «quota energia elettrica». Senza causale, la somma pagata va prima alla fornitura elettrica.
Errori frequenti
Inviare il quadro A dopo il termine di gennaio pensando che copra tutto l’anno: copre solo luglio-dicembre.
Non ripeterlo l’anno dopo: senza una nuova dichiarazione la presunzione torna e il canone riparte in bolletta.
Usare il quadro A quando il televisore c’è ma il canone lo paga un familiare: serve il quadro B.
Scrivere nel quadro B il codice fiscale sbagliato: va quello di chi ha il contratto su cui il canone si paga, non il proprio né quello dell’inquilino.
Spedire la raccomandata senza documento: la copia di un documento valido è obbligatoria.
Contare sulla vecchia disdetta per suggellamento: dal 2016 non si può più chiedere e chi l’aveva fatta presenta ogni anno la seconda voce del quadro A.
Dal 2027 cambia la legge, non il modello
Dal 1° gennaio 2027 i commi 152-159 della legge 208/2015 sono abrogati e le stesse regole passano nel testo unico dei tributi erariali minori, che si applica da quella data (D.Lgs. 174/2024, allegato, art. 100): la presunzione e la dichiarazione all’art. 51, i 90 euro all’art. 52, le dieci rate in bolletta all’art. 53 e la fine del suggellamento all’art. 55. Le date e i quadri spiegati qui vengono dal modello e dal provvedimento dell’Agenzia: li ricontrolliamo quando l’Agenzia aggiorna la modulistica.
Domande frequenti
Entro quando va presentata la disdetta per non pagare il 2027?+
Dal 1° luglio 2026 a lunedì 1° febbraio 2027: il 31 gennaio 2027 è domenica e il termine passa al primo giorno lavorativo (D.L. 70/2011, art. 7). Se la invii dal 2 febbraio al 30 giugno 2027 vale solo per luglio-dicembre.
Se ho solo computer, tablet e smartphone devo pagare?+
No, se non hanno un sintonizzatore per il digitale terrestre o il satellite: per le istruzioni ufficiali non sono apparecchi televisivi. Puoi presentare il quadro A.
La disdetta vale per sempre?+
No. Il quadro A vale un anno e va ripresentato per ogni anno senza televisore, anche da chi in passato aveva disdetto con il suggellamento. Il quadro B invece resta valido finché la situazione non cambia.
Ho due case con la luce intestata a me: pago due canoni?+
No. Il canone è dovuto una volta per famiglia anagrafica: chi ha più contratti residenziali riceve l’addebito su una sola utenza, senza presentare nulla. Se i contratti sono intestati a due familiari diversi, uno dei due presenta il quadro B.
Sono in affitto e la luce è intestata al proprietario: posso fare la disdetta?+
No, perché la dichiarazione la presenta solo il titolare del contratto della luce. Se hai un televisore paghi il canone con il modello F24, a meno che la tua famiglia anagrafica lo paghi già, per esempio perché hai la residenza dai genitori.
Il titolare del contratto è morto: che cosa fa l’erede?+
Se in casa non ci sono televisori, l’erede presenta il quadro A con i dati della persona deceduta. Se il canone si paga già sulla luce di un erede, va il quadro B con quel codice fiscale e la data del decesso come data inizio. Se il televisore c’è e nessuno degli eredi paga già il canone, fino alla voltura del contratto l’addebito resta su quella bolletta.
Posso mandarla via PEC?+
Sì, all’indirizzo cp22.canonetv@postacertificata.rai.it, con il modello firmato digitalmente oppure firmato a penna e scansionato insieme a un documento d’identità.
Ho comprato un televisore dopo la disdetta: che cosa devo fare?+
Presenta subito una nuova dichiarazione con il quadro C, indicando la data di quella precedente: il canone torna in bolletta dal mese in cui la presenti.
Quanto costa il canone Rai?+
Il canone di abbonamento alla televisione per uso privato è di 90 euro l’anno. Chi ha un contratto della luce per la casa di residenza lo paga in bolletta, in dieci rate mensili da gennaio a ottobre.
Nel PDF scaricato resta tutto modificabile?+
Sì. I campi non vengono «appiattiti»: puoi riaprire il file, correggere un dato e poi stamparlo o firmarlo digitalmente.