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Accredito dei rimborsi fiscali sul conto corrente

Quando l’Agenzia delle Entrate ti deve un rimborso, lo paga con bonifico sul conto di cui le hai dato l’IBAN; senza IBAN ti arriva per raccomandata un assegno vidimato di Poste Italiane, da incassare entro 60 giorni. Qui compili il modello ufficiale per le persone fisiche con cui comunichi l’IBAN o annulli una richiesta fatta prima, e scarichi il PDF; sotto trovi le tre strade per presentarlo, le regole sul conto, esempi e fonti.

🔒 Privacy garantita: l'IBAN non viene inviato a nessun server.

Compila il modello

Sei passaggi brevi, con le spiegazioni prese dalle istruzioni ufficiali. L'IBAN viene verificato mentre lo scrivi con il controllo ISO 7064: un carattere sbagliato è un rimborso che non arriva.

Che cosa chiedi

Con questo modello una persona fisica chiede che i rimborsi fiscali arrivino con bonifico sul proprio conto, oppure annulla una richiesta gia' presentata. Chi ha SPID, CIE o CNS puo' fare lo stesso online, dall'area riservata del sito dell'Agenzia.

Tipo di richiesta *

Casella 1: per ricevere i rimborsi con bonifico; si usa anche per indicare un conto nuovo. Casella 2: per annullare la richiesta fatta in precedenza; il riquadro delle coordinate bancarie non va compilato e, se possibile, l'Agenzia paghera' i rimborsi con assegno vidimato di Poste Italiane.

Cognome *
Nome *
Codice fiscale *
Comune di nascita
Provincia
Data di nascita · giorno
Mese
Anno
Passo 1 di 6

C'è una strada più rapida

Se hai SPID, CIE o CNS, l'IBAN si comunica online dall'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate, senza modello: il percorso è nella guida qui sotto. Questo modulo serve a chi non ha le credenziali, a chi preferisce lo sportello o a chi manda una PEC.

Da dove vengono i dati di questo strumento

📅 Regole verificate a

👤 Chi lo cura

Curato da Brian Barrionuevo per StrumentiUtili.it, progetto indipendente: non è un servizio dell’Agenzia delle Entrate, di Poste Italiane o di una banca. Bonifico, assegno, PEC e delega sono spiegati con le istruzioni del modello e le schede ufficiali elencate in fondo: come verifichiamo i dati. Hai trovato un errore? Scrivici.

📄 Il modello

È il modello per la richiesta di pagamento dei rimborsi fiscali tramite bonifico (persone fisiche) nella versione di dicembre 2025. Il PDF dell’Agenzia non ha campi da riempire: le 42 caselle del compilatore sono state disegnate sui suoi riquadri e provate una a una. Ogni settimana un controllo automatico confronta modello e schede con quelli pubblicati.

🔒 I tuoi dati

L’IBAN si controlla con il calcolo ISO 7064, lo stesso delle banche, direttamente nel browser: il PDF nasce sul tuo dispositivo e nessun dato arriva a un server. Codice fiscale e IBAN non vengono salvati nemmeno in memoria. Lo strumento compila, non presenta: il modello all’Agenzia lo porti o lo mandi tu.

Ricevere i rimborsi sul conto: IBAN, assegno vidimato e modello

Questa pagina serve a una cosa sola: fare in modo che i rimborsi dell’Agenzia delle Entrate ti arrivino con bonifico sul tuo conto. Qui sopra compili il modello ufficiale per le persone fisiche e scarichi il PDF; qui sotto trovi che cosa succede con e senza IBAN, le tre strade per comunicarlo, le regole sul conto, il modello riquadro per riquadro e sette esempi, con i riferimenti alle schede dell’Agenzia e alla legge.

Come arriva un rimborso, con e senza IBAN

L’Agenzia paga un rimborso solo dopo che l’ufficio competente lo ha riconosciuto. A quel punto, dicono le sue schede, il pagamento avviene «prioritariamente» con bonifico sul conto, bancario o postale, che le hai indicato, e quell’IBAN serve per tutti i rimborsi successivi finché non lo cambi o lo cancelli. Solo a chi non lo ha comunicato, e solo alle persone fisiche, arriva un assegno vidimato di Poste Italiane.

Come arriva un rimborso dell’Agenzia delle Entrate, con e senza IBAN
SituazioneCome paga l’AgenziaChe cosa fai tu
Hai comunicato l’IBANBonifico sul conto indicato, per questo rimborso e per tutti quelli che seguonoNiente, finché il conto resta aperto e intestato o cointestato a te
Non hai comunicato l’IBAN (persona fisica)Assegno vidimato di Poste Italiane, spedito con raccomandata al domicilio fiscaleEntro 60 giorni dall’emissione lo versi sul tuo conto o lo incassi in contanti in un ufficio postale
L’assegno non viene incassato in tempoLa somma torna all’Erario; l’ufficio territoriale verifica e paga una seconda voltaNessuna istanza; solo se fallisce anche il secondo tentativo chiedi all’ufficio una nuova erogazione
Bonifico «non effettuato»: conto chiuso, IBAN acquisito male o conto di un’altra personaLa somma torna all’Erario; dopo la correzione il rimborso viene emesso di nuovoComunica l’IBAN corretto, online o con il modello
Residente all’estero iscritto all’AIRE, società, entiSolo accredito sul conto: l’assegno non è previstoComunicare l’IBAN è indispensabile; società ed enti usano il loro modello
  • All’ufficio postale, prima di pagare l’assegno in contanti, Poste controlla che il plico ti sia stato consegnato, che l’assegno sia ancora valido, chi sei e che tutti i dati coincidano: se anche uno solo non torna, rifiuta il pagamento.
  • Assegno intestato a un minore, a una persona interdetta, a un defunto o a un fallito: può incassarlo chi ha il diritto di farlo al suo posto, per esempio il tutore, l’erede o il curatore fallimentare, mostrando i documenti che lo dimostrano.
  • Le regole di prima: fino al 31 dicembre 2019, senza IBAN, i rimborsi fino a 1.549,37 euro si riscuotevano in contanti alla posta dopo un invito, e quelli fino a 51.645,69 euro arrivavano con un vaglia della Banca d’Italia. Gli ultimi sono stati emessi a dicembre 2019: dal 1° gennaio 2020 valgono le regole del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 22 novembre 2019, e anche un vecchio rimborso non riscosso si paga ormai con i sistemi nuovi.

Tre modi per comunicare l’IBAN

Le tre strade per comunicare l’IBAN all’Agenzia delle Entrate
StradaChe cosa serveDelega
Online, dall’area riservata del sito dell’AgenziaAccesso con SPID, CIE o CNS; si scrive l’IBAN, si controllano i dati e si confermaEntri tu con le tue credenziali
PEC a un ufficio dell’AgenziaIl modello firmato digitalmente, allegato a un messaggio dalla PEC di uso esclusivo dell’interessatoNo: è un’«attività non delegabile»
Consegna a un ufficio territorialeIl modello firmato a penna e la fotocopia di un documento d’identità valido, da mostrare allo sportelloSì, con il riquadro della delega e le fotocopie dei documenti di delegante e delegato
  • Online è la strada più breve: secondo l’Agenzia questa modalità «consente di velocizzare l’erogazione dei rimborsi ed evitare inconvenienti». Il percorso nell’area riservata è cambiato più volte: le istruzioni del modello (dicembre 2025) indicano «Il tuo profilo – IBAN per accredito rimborsi», la scheda aggiornata al 21 aprile 2026 «Servizi per – Richiedere – Accredito rimborso e altre somme su c/c». Nel menu «Servizi» lo trovi anche nella categoria «Rimborsi» o con la casella di ricerca. Dopo «Invia» il servizio mostra i dati da controllare; dopo «Conferma», il riepilogo.
  • Con la PEC il modello si manda come allegato, firmato digitalmente, a qualsiasi ufficio dell’Agenzia, «preferibilmente» alla Direzione provinciale competente: gli indirizzi sono nell’elenco degli uffici. La casella deve essere «di uso esclusivo dell’interessato»: non quella di un familiare, del datore di lavoro o di uno studio professionale.
  • Allo sportello va bene qualsiasi ufficio territoriale. Il modello porta la tua firma a penna; allegata c’è la fotocopia di un tuo documento d’identità valido, che mostri anche all’addetto. Se mandi qualcuno, la delega è nello stesso modello.
  • Chi usa questo modello: solo le persone fisiche. Per società, enti e gli altri soggetti diversi dalle persone fisiche c’è un modello a parte, sulla stessa pagina dell’Agenzia; il servizio online, invece, è aperto a tutti i contribuenti.

Il conto: intestato o cointestato a te, anche all’estero

  • Chi deve esserne titolare. Le istruzioni chiedono l’IBAN del conto «intestato al contribuente». L’informativa stampata nel modello aggiunge che IBAN e codice fiscale possono essere passati a Fabrick S.p.A., che con il servizio Check IBAN verifica che il conto sia «intestato o cointestato» al codice fiscale di chi riceve il rimborso. Un conto cointestato con il coniuge va quindi bene; il conto del solo coniuge, di un figlio o di un genitore no, e l’accredito risulterebbe «non effettuato».
  • Banca o posta. Va bene un conto corrente bancario o postale, anche estero purché gestito nel circuito SEPA. Le schede non parlano delle carte prepagate con IBAN: prima di indicarne una, chiedi all’assistenza dell’Agenzia.
  • Conto all’estero. Nel riquadro apposito si scrivono la banca, l’intestatario, il BIC e l’IBAN se il paese è nell’area euro (UEM), oppure le coordinate bancarie se è fuori, e l’indirizzo della banca. Per i residenti all’estero iscritti all’AIRE il bonifico è l’unica modalità di pagamento.
  • La firma conta. Firmando, sollevi l’Agenzia da ogni responsabilità per gli effetti di eventuali errori nei dati del conto: per questo il compilatore ricontrolla l’IBAN mentre lo scrivi.

Un IBAN italiano ha sempre 27 caratteri. Il riquadro del modello ha 27 caselline e il compilatore ne riempie una per carattere. Ecco l’IBAN dell’esempio, pezzo per pezzo:

L’IBAN dell’esempio diviso nelle sue parti
ParteNell’esempioChe cos’è
PaeseITLe due lettere dell’Italia
Cifre di controllo60Le verifica il calcolo ISO 7064 (modulo 97): un carattere sbagliato o due caratteri vicini scambiati non tornano
CINXUna lettera che controlla le coordinate nazionali
ABI05428Il codice della banca
CAB11101Il codice dello sportello
Numero di conto000000123456Dodici caratteri, con gli zeri iniziali

Il controllo delle cifre dice se l’IBAN è scritto bene, non se il conto esiste o se è intestato a te. Se hai dubbi, passalo prima dal validatore IBAN, che per gli IBAN italiani mostra anche banca e filiale; per sicurezza non lo salva, quindi poi va copiato qui.

Il modello riquadro per riquadro

Il modello ufficiale ha cinque facciate: le prime due sono le informative sulla privacy dell’Agenzia e di Fabrick, la terza è il modulo, le ultime due le istruzioni. Il compilatore riempie la terza e segue lo stesso ordine:

Che cosa si scrive in ogni riquadro del modello per l’accredito dei rimborsi
RiquadroChe cosa scriviAttenzione
Tipo di richiestaLa casella 1 per ricevere i rimborsi con bonifico, la casella 2 per annullare una richiesta fatta primaCon la casella 2 il riquadro delle coordinate bancarie resta vuoto.
Dati del contribuenteCognome e nome, codice fiscale, comune e sigla della provincia di nascita (per Roma: RM), data di nascitaNessuna abbreviazione, nemmeno nei nomi lunghi.
Residenza o domicilio fiscaleComune per esteso e sigla della provincia, frazione, via o piazza, numero civico e CAPSi indica il domicilio fiscale solo se è diverso dalla residenza; vale l’indirizzo del giorno in cui presenti il modello.
RecapitiPosta elettronica, telefono o cellulare, faxFacoltativi.
Coordinate del conto italianoL’IBAN di 27 caratteri del conto intestato a teLo trovi sull’estratto conto o lo chiedi alla banca.
Coordinate del conto esteroBanca, intestatario, BIC e IBAN se il paese usa l’euro, coordinate bancarie se è fuori dall’area euro, indirizzo della bancaSolo per un conto all’estero, sempre nel circuito SEPA.
SottoscrizioneLa data di presentazione e la firma, digitale o a pennaSenza firma il modello è nullo.
DelegaChi delega, nome, codice fiscale, luogo e data di nascita del delegato, data e firma di chi delegaVale solo per la consegna allo sportello, mai con la PEC.
Spazio riservato all’ufficioCodice dell’ufficio e firma del funzionarioNon lo compili tu.
Il modello per la richiesta di pagamento dei rimborsi fiscali tramite bonifico compilato con il compilatore di questa pagina: casella 1 barrata; contribuente Anna Rossi, codice fiscale RSSNNA55A41D969P, nata a Genova il 1° gennaio 1955, residente a Genova in via di Esempio 1, CAP 16121; IBAN IT60X0542811101000000123456; data 19 ottobre 2026 e firma; delega a Giulia Bianchi, codice fiscale BNCGLI82C52D969T, nata a Genova il 12 marzo 1982.
Il modello dell’esempio 1, compilato qui sopra e scaricato: casella 1, dati della contribuente, IBAN, data e firma, delega alla figlia che lo consegna allo sportello. Il riquadro del conto estero, vuoto, è stato tolto dall’immagine. Persone, codici fiscali e indirizzo sono inventati; l’IBAN è quello di esempio usato nelle guide bancarie.

Esempi

Esempio 1 — Senza SPID, consegna la figlia. Anna Rossi, 71 anni, di Genova, non ha SPID né CIE e aspetta un rimborso dall’Agenzia. Compila il modello con la casella 1, il suo IBAN e la delega alla figlia Giulia, lo firma a penna con la data del 19 ottobre 2026. Giulia lo porta a un ufficio territoriale insieme alla fotocopia del documento della madre e a quella del proprio, e mostra allo sportello il suo documento. È il modello dell’immagine qui sopra.

Esempio 2 — Con la PEC. Marco ha la firma digitale e una PEC personale, ma non vuole usare l’area riservata. Compila il modello, lo firma digitalmente e lo spedisce come allegato alla PEC della Direzione provinciale della sua città. Non può chiedere al suo consulente di spedirlo dalla PEC dello studio: per la PEC la delega non è ammessa.

Esempio 3 — Cambio di banca. Sara chiude il conto alla banca A e ne apre uno alla banca B. Online le basta scrivere il nuovo IBAN, che l’Agenzia userà per gli accrediti successivi; con il modello, che ha solo le caselle 1 e 2, barra di nuovo la casella 1 e scrive il nuovo IBAN. Se un rimborso partisse verso il conto chiuso, risulterebbe «non effettuato»: la somma tornerebbe all’Erario e il rimborso verrebbe emesso di nuovo dopo la correzione.

Esempio 4 — Annullare la richiesta. Paolo non vuole più ricevere i rimborsi sul conto comunicato anni fa e non ne ha un altro. Barra la casella 2 e lascia vuoto il riquadro delle coordinate. Da quel momento l’Agenzia, quando è possibile, lo paga con assegno vidimato.

Esempio 5 — L’assegno non incassato. Lucia riceve un assegno vidimato emesso il 20 ottobre 2026, ma resta all’estero fino a gennaio. L’assegno vale 60 giorni dall’emissione, cioè fino al 19 dicembre 2026, e la scadenza è stampata sul titolo. Passata quella data non deve fare nulla: la somma torna all’Erario e l’ufficio rifà il pagamento. Se fallisce anche il secondo tentativo, dovrà chiedere all’ufficio territoriale una nuova erogazione. Comunicando l’IBAN avrebbe evitato tutto il giro.

Esempio 6 — Residente all’estero. Giovanni vive in Spagna ed è iscritto all’AIRE: per lui il bonifico è l’unica modalità di pagamento. Nel riquadro del conto estero scrive la banca spagnola, l’intestatario, il BIC e l’IBAN spagnolo, perché la Spagna usa l’euro, e l’indirizzo della banca; il riquadro del conto italiano resta vuoto.

Esempio 7 — Il rimborso del padre scomparso. Il padre di Elena è morto e doveva ricevere un rimborso. Non c’è testamento ed è stata presentata la dichiarazione di successione: l’Agenzia paga in automatico ai chiamati all’eredità indicati nella dichiarazione, a ciascuno la sua quota, senza istanza. Chi non vuole il rimborso lo comunica con un servizio dell’area riservata (scheda «Servizi», categoria «Rimborsi»); chi lo riceve e non intende accettarlo restituisce la somma all’Agenzia. Con un testamento, o senza dichiarazione di successione, l’ufficio chiede i documenti che provano chi sono gli eredi.

Se hai cartelle da pagare

Prima di pagare un rimborso, l’Agenzia controlla se hai debiti iscritti a ruolo, cioè cartelle dell’Agenzia delle entrate-Riscossione. Se ci sono, lo segnala all’agente della riscossione, che ti notifica una proposta di compensazione fra il rimborso e il debito e intanto sospende le azioni di recupero. Hai sessanta giorni per dire se la accetti: se accetti, il rimborso paga il debito, fino all’importo dovuto; se rifiuti o non rispondi, la sospensione finisce. Oggi la regola è nell’articolo 28-ter del D.P.R. 602/1973; dal 1° gennaio 2027 quell’articolo è abrogato e la regola passa nell’articolo 108 del testo unico dei versamenti e della riscossione (D.Lgs. 33/2025).

Non riguarda qualsiasi debito: dal 2011 la compensazione non opera per i ruoli fino a 1.500 euro (D.L. 78/2010, art. 31). La riforma della riscossione (D.Lgs. 110/2024) aggiunge altre condizioni, che valgono dal sessantesimo giorno dopo l’entrata in vigore di un regolamento del Ministero dell’economia e delle finanze: il rimborso deve superare 500 euro, interessi compresi, e conta chi non ha pagato cartelle notificate. Con queste regole, se rifiuti o non rispondi, le somme restano a disposizione dell’agente della riscossione fino al 31 dicembre dell’anno successivo, per il recupero. L’articolo 108 del testo unico tiene insieme le due soglie, con la stessa decorrenza legata al regolamento, e vale anche per i rimborsi delle imposte indirette. Per sapere se ti riguarda conta la lettera dell’agente della riscossione, che contiene le informazioni sul rimborso, sui ruoli da compensare e su cosa fare.

Dove vedere a che punto è il rimborso

  • Cassetto fiscale: nell’area riservata mostra lo stato di lavorazione di tutti i rimborsi richiesti.
  • Telefono: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, festività nazionali escluse, al numero verde 800.90.96.96 da rete fissa, allo 06 97617689 da cellulare (al costo del tuo piano tariffario) o allo 0039 0645470468 dall’estero, in italiano, a carico di chi chiama.
  • Uffici territoriali: qualsiasi ufficio dà informazioni sui rimborsi.
  • Rimborso diverso da quello chiesto: dopo i controlli può risultare più alto o più basso. Se dalla liquidazione automatica della dichiarazione emerge un credito maggiore, l’Agenzia te lo comunica e puoi confermarlo come credito per la dichiarazione successiva o come rimborso; per capire una differenza ti rivolgi all’ufficio territoriale competente, e per contestarla valgono le regole del contenzioso.

Domande frequenti

Come comunico l’IBAN all’Agenzia delle Entrate per i rimborsi?

In tre modi: online, dall’area riservata del sito dell’Agenzia con SPID, CIE o CNS; con questo modello firmato digitalmente e inviato dalla tua PEC a un ufficio dell’Agenzia; con il modello firmato a penna e consegnato a un ufficio territoriale insieme alla fotocopia di un documento d’identità. Online è la via più rapida.

Senza IBAN come mi arriva il rimborso?

Alle persone fisiche arriva per raccomandata, al domicilio fiscale, un assegno vidimato di Poste Italiane. Vale 60 giorni dall’emissione: puoi versarlo sul tuo conto o incassarlo in contanti in un ufficio postale. Per i residenti all’estero iscritti all’AIRE, le società e gli enti l’accredito sul conto è invece l’unica modalità.

Il conto può essere cointestato?

Sì. L’informativa del modello spiega che con il servizio Check IBAN si verifica che il conto sia intestato o cointestato al codice fiscale di chi riceve il rimborso. Non va bene invece il conto intestato solo a un’altra persona, anche se è il coniuge o un figlio: l’accredito non va a buon fine e la somma torna all’Erario.

Posso indicare un conto estero?

Sì, se è gestito nel circuito SEPA. Nel modello si compila il riquadro del conto estero: banca, intestatario, BIC e IBAN se il paese usa l’euro, oppure le coordinate bancarie se è fuori dall’area euro, e l’indirizzo della banca.

Ho cambiato banca: che cosa devo fare?

Comunica il nuovo IBAN. Online basta scriverlo e l’Agenzia lo usa per gli accrediti successivi; con il modello si barra di nuovo la casella 1 indicando il nuovo IBAN. Se un rimborso parte verso un conto chiuso, la somma torna all’Erario e il rimborso viene emesso di nuovo dopo la correzione.

Posso mandare un’altra persona a presentare il modello?

Sì, ma solo allo sportello di un ufficio territoriale: si compila il riquadro della delega, il delegato mostra un suo documento d’identità e si allegano le fotocopie dei documenti di delegante e delegato, in corso di validità. Con la PEC no: l’invio è un’attività non delegabile e parte dalla PEC di uso esclusivo dell’interessato.

Non ho incassato l’assegno in tempo: lo perdo?

No. Dopo 60 giorni dall’emissione l’assegno non si può più incassare, ma non serve fare istanza: la somma torna all’Erario e l’ufficio territoriale ripete il pagamento. Solo se anche il secondo tentativo non va a buon fine devi chiedere all’ufficio una nuova erogazione.

Dove vedo a che punto è il mio rimborso?

Nel Cassetto fiscale dell’area riservata, che mostra lo stato di lavorazione di tutti i rimborsi richiesti. In alternativa chiami l’assistenza dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, al numero verde 800.90.96.96 da rete fissa o allo 06 97617689 da cellulare, oppure chiedi a un ufficio territoriale.

Ho una cartella non pagata: mi pagano lo stesso il rimborso?

Il rimborso può servire a pagarla. Se risulti debitore, l’agente della riscossione ti notifica una proposta di compensazione fra il rimborso e la cartella e hai 60 giorni per accettarla; intanto le azioni di recupero sono sospese. Se rifiuti o non rispondi, la sospensione finisce. Le soglie di importo sono nella guida qui sopra.

Il rimborso di un familiare morto a chi va?

Se l’eredità va per legge e la dichiarazione di successione è stata presentata, l’Agenzia paga in automatico i chiamati all’eredità indicati nella dichiarazione, ciascuno per la sua quota, senza istanza. Chi non vuole il rimborso lo comunica con un servizio dell’area riservata. Con un testamento, o senza dichiarazione di successione, l’ufficio chiede i documenti che provano chi sono gli eredi.

L’IBAN che scrivo qui viene inviato a qualcuno?

No. Il compilatore crea il PDF nel tuo browser e non manda nulla a un server: il codice fiscale e l’IBAN non restano neppure nella memoria del browser, gli altri dati restano sul tuo dispositivo finché non premi «Cancella i dati del modello». Il modello all’Agenzia lo presenti tu.

Fonti

Il PDF è un aiuto alla compilazione: rileggi l’IBAN e i dati con le istruzioni ufficiali prima di firmare.