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Guida · Lavoro e INPS

Come leggere la busta paga voce per voce

di Brian Barrionuevo · aggiornata il · 6 minuti di lettura

La busta paga è piena di sigle e di righe che sembrano fatte apposta per non essere capite. In realtà segue sempre lo stesso schema: quanto ti spetta, quanto se ne va in contributi e tasse, quanto resta. Questa guida spiega ogni parte e mostra con i numeri come si passa dallo stipendio lordo al netto nel 2026.

In breve

  • Dal lordo si tolgono i contributi INPS (per lo più il 9,19%), poi IRPEF e addizionali; si aggiungono le misure del taglio del cuneo fiscale.
  • IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 €, 33% fino a 50.000 €, 43% oltre.
  • Con una RAL di 28.000 € il netto è di circa 1.704 € al mese su tredici mensilità.

Come è fatta una busta paga

Il datore di lavoro deve consegnare ogni mese il prospetto paga, il cedolino: lo prevede la legge dal 1953. I modelli cambiano da un’azienda all’altra, ma le parti sono sempre le stesse, quasi sempre in quest’ordine:

  1. Intestazione: dati dell’azienda e tuoi (codice fiscale, matricola, data di assunzione), contratto collettivo applicato, livello, qualifica, tipo di orario, mese di riferimento.
  2. Elementi della retribuzione: le voci fisse che compongono la tua paga mensile.
  3. Competenze del mese: quanto ti spetta per il mese, cioè ore lavorate, straordinari, festività, ferie godute, malattia.
  4. Trattenute previdenziali: i contributi INPS a tuo carico.
  5. Trattenute fiscali: IRPEF, detrazioni, addizionali regionale e comunale.
  6. Netto in busta: quello che arriva sul conto.
  7. Ratei e TFR: in fondo, di solito in piccolo, le ferie e i permessi maturati e goduti e il TFR accantonato.

Gli elementi della retribuzione

  • Paga base o minimo tabellare: la cifra fissata dal contratto collettivo per il tuo livello.
  • Contingenza ed EDR: voci storiche, rimaste da vecchi meccanismi di adeguamento all’inflazione; in molti contratti sono ancora righe separate.
  • Scatti di anzianità: aumenti che maturano ogni due o tre anni di servizio, secondo il contratto.
  • Superminimo: una somma in più decisa dall’azienda, individuale o collettiva. Può essere «assorbibile»: in quel caso diminuisce quando aumenta il minimo del contratto.
  • Indennità: di funzione, di turno, di cassa, di trasferta, a seconda del lavoro.

La somma degli elementi fissi è la retribuzione mensile lorda. Moltiplicata per le mensilità (tredici, o quattordici se il contratto prevede la quattordicesima, come nel commercio e nel turismo) dà la RAL, la retribuzione annua lorda: il numero di cui si parla ai colloqui di lavoro.

Le competenze del mese

Qui c’è quello che hai maturato nel mese: le ore ordinarie, gli straordinari con le loro maggiorazioni, il lavoro notturno o festivo, le festività retribuite, le ferie e i permessi goduti. Se sei stato in malattia, di solito l’indennità a carico dell’INPS la anticipa il datore di lavoro, con righe separate dalla parte integrativa pagata dall’azienda secondo il contratto. Nei mesi di dicembre (e di giugno o luglio, dove c’è la quattordicesima) compare anche la mensilità aggiuntiva.

La somma delle competenze è il totale lordo del mese: da qui partono le trattenute.

Contributi e tasse: da dove viene il netto

Contributi INPS. Per la maggior parte dei dipendenti del settore privato la quota a tuo carico è il 9,19% della retribuzione lorda; sulla parte di stipendio annuo che supera una soglia fissata ogni anno dall’INPS si aggiunge un punto. La parte a carico dell’azienda, molto più grande, non compare nel netto. I contributi si tolgono prima di calcolare le tasse.

IRPEF. Si calcola sull’imponibile, cioè il lordo meno i contributi, a scaglioni: il 23% fino a 28.000 €, il 33% da 28.000 € a 50.000 €, il 43% oltre. Ogni mese il datore di lavoro trattiene l’imposta calcolata come se quello stipendio durasse tutto l’anno; a fine anno rifà il conto sul totale e fa il conguaglio.

Detrazioni. Dall’IRPEF lorda si tolgono le detrazioni: quella per lavoro dipendente e quelle per il coniuge e i familiari a carico, se le hai chieste al datore di lavoro. La detrazione per lavoro dipendente è di 1.955 € l’anno fino a 15.000 € di reddito; appena sopra sale a circa 3.100 € e poi scende: 1.910 € a 28.000 €, zero a 50.000 €. Fra 25.000 € e 35.000 € si aggiungono 65 €.

Taglio del cuneo fiscale. Dal 2025 è strutturale e ha due forme. Fino a 20.000 € di reddito è una somma in più, esente da tasse, pari a una percentuale del reddito (dal 7,1% al 4,8%). Fra 20.000 € e 32.000 € è un’ulteriore detrazione di 1.000 € l’anno, che scende fino a zero a 40.000 €. In busta paga compare con diciture diverse: «taglio cuneo», «somma L. 207/2024», «ulteriore detrazione».

Addizionali regionale e comunale. Si calcolano sullo stesso imponibile dell’IRPEF, con le aliquote della tua Regione e del tuo Comune, e si trattengono a rate: quella regionale nell’anno successivo, quella comunale in parte come acconto nell’anno stesso e il resto nell’anno dopo. Per questo a gennaio il netto può cambiare anche senza aumenti.

Dal lordo al netto: tre esempi

La tabella mostra il conto per tre stipendi annui lordi, su tredici mensilità, per un dipendente senza familiari a carico, con le aliquote medie delle addizionali usate dal calcolatore del sito (1,73% regionale, 0,8% comunale).

Dallo stipendio lordo al netto, anno 2026
VoceRAL 18.000 €RAL 28.000 €RAL 38.000 €
Contributi INPS− 1.654,20 €− 2.573,20 €− 3.492,20 €
Imponibile IRPEF16.345,80 €25.426,80 €34.507,80 €
IRPEF lorda3.759,53 €5.848,16 €8.587,57 €
Detrazione lavoro dipendente2.976,81 €2.210,55 €1.410,00 €
Ulteriore detrazione (cuneo)0,00 €1.000,00 €686,52 €
IRPEF netta− 782,72 €− 2.637,61 €− 6.491,05 €
Addizionali (medie)− 413,55 €− 643,29 €− 873,04 €
Somma esente (cuneo)+ 784,60 €+ 0,00 €+ 0,00 €
Netto annuo15.934,13 €22.145,90 €27.143,71 €
Netto mensile (su 13)1.225,70 €1.703,53 €2.087,98 €

Esempio: RAL di 28.000 € su tredici mensilità

  1. Contributi INPS: 28.000 € × 9,19% = 2.573,20 €. Imponibile: 25.426,80 €.
  2. IRPEF lorda: tutto l’imponibile sta nel primo scaglione, 25.426,80 € × 23% = 5.848,16 €.
  3. Meno la detrazione per lavoro dipendente (2.210,55 €) e l’ulteriore detrazione del cuneo (1.000,00 €): IRPEF netta 2.637,61 €.
  4. Addizionali medie: 643,29 €.

Netto annuo 22.145,90 €, circa 1.703,53 € al mese per tredici mensilità.

Sono stime: il netto reale dipende dalle aliquote delle addizionali del tuo Comune e della tua Regione, dai familiari a carico, dai giorni lavorati nell’anno, dai premi e dai benefit. Il netto del mese, poi, può scostarsi dalla media per straordinari, conguagli e rate delle addizionali.

Ferie, permessi, tredicesima e TFR

  • Ratei: ogni mese maturano una parte di ferie, di permessi (ROL, ex festività) e delle mensilità aggiuntive. La busta riporta quanto hai maturato, goduto e il saldo: è il posto giusto per controllare quanti giorni di ferie ti restano.
  • Tredicesima: si paga a dicembre ed è tassata come lo stipendio; per questo spesso il netto è più basso di una mensilità normale.
  • TFR: ogni anno si accantona una quota pari alla retribuzione annua divisa per 13,5, meno lo 0,5% destinato al Fondo di garanzia. Su una RAL di 28.000 € sono circa 2.074 € lordi l’anno. Resta in azienda (o va al fondo pensione, se lo hai scelto) e si rivaluta ogni anno.

A fine anno, o quando il rapporto finisce, il datore di lavoro fa il conguaglio: ricalcola l’IRPEF sull’intero anno e restituisce o trattiene la differenza. Se presenti il 730, i rimborsi o i debiti che ne risultano arrivano in busta paga, di solito da luglio.

Errori comuni

  • Confrontare il netto di dicembre con quello degli altri mesi: tredicesima, conguagli e addizionali lo rendono diverso.
  • Scambiare il superminimo assorbibile per un aumento garantito: può ridursi quando aumenta il minimo del contratto.
  • Non controllare il livello e il contratto nell’intestazione: un livello sbagliato vuol dire una paga base sbagliata.
  • Ignorare il saldo delle ferie: in busta c’è il conto dei giorni maturati e goduti, e le ferie non godute hanno regole precise.
  • Pensare che le detrazioni per i familiari arrivino da sole: vanno chieste al datore di lavoro con una dichiarazione.

Domande frequenti

Che differenza c’è fra RAL e netto?

La RAL è lo stipendio annuo lordo, prima di contributi e tasse. Il netto è quello che resta dopo i contributi INPS, l’IRPEF e le addizionali, più le somme del taglio del cuneo fiscale.

Perché a gennaio il netto è cambiato?

Spesso per le addizionali: quella regionale e il saldo di quella comunale dell’anno prima si trattengono a rate dall’inizio dell’anno. Possono pesare anche nuove aliquote o scatti di anzianità.

Dove trovo quanti giorni di ferie mi restano?

Nella parte dei ratei, di solito in fondo al cedolino: ferie maturate, godute e residue, e lo stesso per i permessi.

Il taglio del cuneo fiscale aumenta i contributi per la pensione?

No: dal 2025 è una misura fiscale, cioè una somma esente o una detrazione dall’IRPEF. I contributi versati per la pensione non cambiano.

Il TFR lo vedo in busta paga?

Vedi la quota accantonata e il totale maturato, ma non lo ricevi ogni mese: lo incassi quando il rapporto finisce, oppure va al fondo pensione se lo hai scelto.

Fonti ufficiali

Le cifre degli esempi sono calcolate con gli stessi motori degli strumenti del sito, sulle regole in vigore alla data di aggiornamento. Come le controlliamo: come verifichiamo i dati. Questa guida non sostituisce il parere di un professionista.